Fotografie d’autore che incantano per la bellezza e le emozioni che suscitano. Ladri di biciclette. Fotografie del Neorealismo nell’Italia della rinascita è la nuova mostra che da sabato 15 marzo sarà ospitata a Palazzo Arese Borromeo, storica dimora di Cesano Maderno (MB), luogo Aperti per Voi grazie ai volontari Touring. Il percorso fotografico vuole raccontare il clima di un’epoca e, allo stesso tempo, un pezzo della nostra storia, quando la passione per la bicicletta era estremamente connessa all’esistenza.

Il percorso espositivo si sviluppa in un lungo piano-sequenza composto da 88 fotografie provenienti dagli archivi degli autori o da collezioni private. Un lavoro artistico collettivo che conta ben 35 fotografi, raccolto per la prima volta in un’esposizione inedita, ideata e curata da Enrica Viganò e organizzata da ADMIRA, in occasione della 18^ tappa del 108° Giro d’Italia, che il 29 maggio avrà come arrivo proprio Cesano Maderno.

Molte opere sono state prestate da archivi fotografici e collezioni private. In particolare dalla Collezione Guido Bertero di Torino, impareggiabile raccolta di fotografie del Neorealismo, unica in Italia, che ha prestato 31 stampe vintage. Una foto arriva anche dalla sede milanese della Collezione Rudi Bianchi, unica copia della collezione ridotta interamente in cenere dagli incendi dello scorso gennaio.


Carlo Cisventi - Cronache dalla Bassa.
Da “Cinema Nuovo”, fotodocumentario n.39, Emilia - Romagna. 1954
© Eredi Carlo Cisventi / Courtesy Collezione Bertero, Torino
 

La mostra è un condensato di ricordi e rimandi ai nostri giorni. La storia struggente del capolavoro di Vittorio De Sica, così come le imprese di Coppi e Bartali che hanno acceso l’immaginario collettivo, fanno parte di un’epopea che quest’anno rivive nell’evento clou atteso a Cesano Maderno per il 29 maggio con l'arrivo di tappa del Giro.

Dal Dopoguerra l’Italia è cambiata, ma la passione per la bicicletta, pur nella distanza che ci separa da allora, accomuna ancora un pubblico enorme, basti pensare che il Giro d’Italia coinvolge dieci milioni e mezzo di spettatori. Lo stesso vale per l’affetto e la nostalgia con cui guardiamo all’Italia post-bellica, proiettata verso il miracolo economico, un Paese alla ricerca del proprio riscatto sociale e culturale.

“Nel 1948 esce nelle sale cinematografiche Ladri di biciclette di Vittorio de Sica. Passerà appena un anno e Fausto Coppi, trionfatore del Giro d'Italia in sella alla sua Bianchi, diventerà l'eroe popolare di una moderna epopea - spiega Enrica Viganò, curatrice della mostra -. In quegli anni la bicicletta è protagonista assoluta su piani diversi che si intersecano nella vita di tutti. Nel palpitante clima della ricostruzione post-bellica cresce il mito della bicicletta che diventa strumento del quotidiano e mezzo prodigioso dell’era nobile del ciclismo”.

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